(Giancarlo Arnaboldi - Connessi all’opera)

"Ottima impressione, invece, ha fatto la bella direzione d’orchestra di Sesto Quattrini che ha diretto con immenso affetto e partecipazione, sostenendo i cantanti, amministrando con efficacia i concertati e le scene d’insieme (davvero emozionante il terzetto fra Anna, Percy ed Enrico)."


(Elvio Giudici - Classic voice)

[…] "la splendida direzione di Quatrini, che appunto sulle caratteristiche d’una novella Pasta ha plasmato sonorità morbide, duttilissime, intrise diresti di quella “lacrima cocente” di cui si sostanzia un’Anna tanto sovranamente accompagnata, con agogiche volte sempre a valorizzare il canto facendo cantare non di meno l’orchestra."


(Roberto Iovino - L'invito)

[...] "Quatrini si era dichiarato un grande amante del belcanto italiano. Lo ha dimostrato ampiamente. Una lettura la sua elegante, efficace nel sostenere.le voci, abile nel curare frasi e dinamiche in orchestra in un corretto equilibrio fra palcoscenico e buca."


(Monica Canu - Persinsala)

"E chiudiamo con gli applausi meritatissimi per il Maestro Sesto Quatrini, amante del belcanto e di Donizetti come ha mostrato la sua direzione e il forte sostegno alle voci, con un’orchestra spettacolare e un coro, come sempre quello del Carlo Felice, impeccabile."


(Roberto Iovino - La repubblica)

"Per fortuna, si diceva, la parte musicale è stata risolta in maniera impeccabile. Quatrini, allievo di Luisi, è un amante del belcanto e lo ha dimostrato assicurando un sostegno efficace alle voci, lavorando con gusto sulle frasi e sulle dinamiche, ben seguito tra l’altro dall’orchestra in ottima forma."


(Barbara Catellani - Operaclick)

"Meno male che la realizzazione musicale è di tutto rispetto. Sul podio abbiamo Sesto Quatrini, direttore preciso e attento al canto, che cura una lettura nel complesso corretta, con particolare attenzione ai pezzi d’insieme, magari senza particolari guizzi, ma equilibrata e ben raccolta da un’orchestra brillante e reattiva."


(Felice Romani - Opera in casa)

"La concertazione di Quatrini è attentissima verso i cantanti e l’equilibrio dell’orchestra con la scena è sempre perfettamente ottenuto. I momenti drammatici trovano il giusto colore e la finezza dei passaggi strumentali mette in luce certi rimandi ad altre opere donizettiane come L’elisir d’amore in certi incisi melodici e gli inevitabili autoimprestiti. Anna Bolena non è certo un’opera concisa e il direttore media saggiamente tra una quasi impossibile versione completa – ipotizzabile solo per una edizione discografica – e la versione decimata con cui Gavazzeni aveva portato alla luce questo lavoro assieme a Maria Callas."


(Giacomo Gambassi - Avvenire)

"È sempre un piacere sentire l’orchestra del Carlo Felice: precisa, attenta, delicata. L’ha ben curata il direttore Sesto Quatrino che propone una lettura della partitura efficace e senza enfasi benché nella prima parte i colori appaiano troppo sfumati."


(ANSA.it)

[...] "È un amante del belcanto e lo ha dimostrato assicurando un sostegno efficace alle voci, lavorando con gusto sulle frasi e sulle dinamiche, ben seguito tra l'altro dall'orchestra."


(Marco Faverzani, Giorgio Panigati - Operalibera)

"Per la prima volta nel capoluogo ligure, il Maestro Sesto Quatrini coglie alla perfezione i languori romantici di cui è costellata la partitura, che ben descrivono la tristezza della giovane sposa. Quatrini sceglie di eseguire la partitura con alcuni tagli di tradizione, specie nella ripetizione delle cabalette, e ottiene dalla compagine orchestrale un amalgama sonora pastosa, ora brillante, ora delicata, che ben sorregge le linee melodiche del canto e degli interpreti. Particolare attenzione è riservata, poi, anche ai concertati e alle pagine corali, dove si percepisce un buon livello di coesione tra buca e palco. L’Orchestra del Teatro Carlo Felice di Genova si disimpegna con ottimi risultati tra le melodie donizettiane e mantiene una costante sintonia tra buca e palcoscenico."


(Margherita Rubino - Il Secolo XIX)

[...] "la sua direzione è apparsa eccellente. Sicura e virtuosa nel tener dietro con intelligente eleganza alla varietà di registri e ai tanti assieme che punteggiano quest'opera brillante e trascinante fin dal preludio, animato, nella coinvolgente regia di Alfonso Antoniozzi,

da quelle maschere ipocrite che fanno da contorno al trono inglese. Soprattutto, Quatrini riesce a “raccontare” non solo musicalmente, ma anche tetralmente, la storia: possiede ogni scansione e fa seguire ogni piega della magnifica partitura."


(Angelo Magnano - Il Letimbro)

"Una parola, però, va spesa subito per il direttore e maestro concertatore Sesto Quatrini, giovane bacchetta cresciuta alla scuola di Fabio Luisi e già notevolmente affermata sulla scena nazionale ed internazionale) è direttore artistico dell’Opera nazionale lituana di Vilnius). Davanti a sé aveva dei fuoriclasse, certo, ma Quatrini ha saputo concertare con finezza e maturità, plasmando il suono orchestrale sulle esigenze del canto e scegliendo sempre con appropriatezza le agogiche e le dinamiche più opportune senza rinunciare mai a esaltare i preziosismi strumentali della partitura di Donizetti. Ne hanno giovato sia l’orchestra sia il coro del Carlo Felice (preparato da Francesco Alliberti). E ne hanno giovato, ovviamente, i solisti."